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Smart City Expo World Congress 2025: riflessioni e conclusioni chiave

scewc 2025

Ancora una volta, a novembre, Barcellona è diventata il palcoscenico globale dell'innovazione urbana. Quest'anno lo Smart City Expo World Congress ha riunito oltre 27.000 visitatori e 1.100 espositori, confermando il suo ruolo di evento leader per le strategie delle smart cities.

Ciò che mi ha colpito è stata la crescente presenza delle amministrazioni comunali e delle istituzioni pubbliche, sia come espositori che come visitatori e delegati. Lo leggo come un chiaro segno di cambiamento. Le città non si limitano più a esplorare la tecnologia: stanno plasmando attivamente strategie e quadri di governance, cercando consulenza e dimostrando una maggiore consapevolezza di ciò che serve per costruire ambienti urbani più smart e resilienti.

Tenendo presente questo, quest'anno ci siamo prefissati di creare non solo uno stand, ma uno spazio per il dialogo e la riflessione, arricchendo la presentazione delle tecnologie con tre tavole rotonde nei tre giorni dell'evento. Ogni sessione si è focalizzata sulle sfide e sulle opportunità chiave per le città, offrendo approfondimenti pratici e promuovendo lo scambio tra esperti su ciò che consideriamo i tre pilastri di una città smart: sicurezza, mobilità e intelligenza artificiale etica, temi che stanno plasmando il futuro della vita urbana.

Costruire spazi pubblici più sicuri: il ruolo delle forze dell'ordine, della tecnologia e della conoscenza condivisa

Sebbene la sicurezza non sia l'obiettivo principale dell'Expo, rimane un pilastro essenziale di qualsiasi strategia per smart city: nessuna città può essere considerata davvero smart se non ne viene garantita innanzitutto la sicurezza.

"Sharing is caring" è stata la frase che ha aperto il nostro primo panel, che riassume perfettamente l'essenza delle smart cities: la collaborazione è alla base della sicurezza. La sicurezza degli spazi pubblici non è fatta solo di tecnologia, ma anche di fiducia, collaborazione e preparazione.

L'iniziativa europea PACTESUR2, rappresentata dalla città di Torino, incarna questa visione promuovendo modelli di collaborazione tra città e forze dell'ordine e investendo nella formazione avanzata per permettere alle forze locali di affrontare nuove sfide con fiducia.

Parallelamente, Madrid e Nizza hanno condiviso il modo in cui questi principi si traducono in strategie concrete per la resilienza urbana. Prendendo come caso d'uso il MADO, che ha visto la partecipazione di oltre 3 milioni di persone in 4 giorni, Madrid ha dimostrato come la resilienza si costruisca attraverso strategie integrate per eventi su larga scala. La gestione della mobilità, il controllo degli accessi e la sicurezza della folla per milioni di visitatori richiede un coordinamento tra più unità, diversi sistemi di sicurezza e team di risposta rapida.

Questo approccio dimostra come la tecnologia e le competenze umane lavorino insieme per garantire la sicurezza durante eventi complessi e ad alta densità, stabilendo un modello di riferimento per altre città che affrontano sfide simili. La città di Nizza ha dimostrato come la tecnologia e le competenze umane possano lavorare insieme per rendere gli spazi pubblici più sicuri. Guidata dal principio di costruire un "tempio della sicurezza", la città ha abbracciato l'innovazione non come obiettivo, ma come strumento di collaborazione.

Nizza sta plasmando un approccio proattivo alla gestione del rischio, dalla sorveglianza basata sull'IA e dai sistemi di avviso pubblico alla creazione di un servizio dedicato alla sicurezza degli eventi (Event Safety Service, SSE). I piani futuri includono un centro di comando unificato per integrare i dati e rafforzare il coordinamento tra le forze locali e nazionali. Senza dubbio un'altra best practice per le città impegnate a condividere conoscenze e a innovare insieme per la sicurezza urbana.

Questi casi confermano che la tecnologia, se combinata con team qualificati, diventa un potente strumento per rafforzare la resilienza e proteggere gli spazi pubblici.

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Mobilità smart: trasformare i dati in informazioni fruibili

Quando parliamo di smart cities, la mobilità entra inevitabilmente nella conversazione: è uno dei casi d'uso più avanzati e d'impatto, supportato da un ecosistema tecnologico maturo e da innumerevoli applicazioni reali. Infatti, le città si evolvono rapidamente, così come le aspettative dei cittadini e degli operatori: gli spostamenti devono essere sicuri, fluidi ed efficienti. Per raggiungere questo obiettivo, i sistemi urbani necessitano di qualcosa di più delle infrastrutture: hanno bisogno della capacità di vedere, comprendere e agire.

Il secondo panel che abbiamo ospitato ha esplorato come l'IA e la visione intelligente stanno rimodellando la mobilità urbana. I sistemi di trasporto intelligenti stanno creando ecosistemi integrati, l'IA abilita l'ottimizzazione del traffico in tempo reale e l'analisi predittiva per anticipare i modelli di mobilità, e le piattaforme intelligenti collegano più modalità di trasporto per offrire spostamenti più sicuri ed efficienti. L'obiettivo era chiaro: passare dalla gestione reattiva del traffico a strategie proattive e basate sui dati che prevengono gli incidenti e migliorano la sostenibilità.

E questa visione sta già diventando realtà in una lunga serie di casi d'uso. Dalle soluzioni in tempo reale per ottimizzare i servizi, all'analisi predittiva che anticipa i flussi di traffico e ai progetti progettati per proteggere gli utenti della strada vulnerabili come i ciclisti, fino ai centri avanzati di controllo della mobilità che regolano a distanza i semafori per ridurre la congestione e l'inquinamento. Questi esempi mostrano come la tecnologia si stia evolvendo dal semplice monitoraggio a sistemi di supporto decisionale in grado di rendere le città più vivibili.

Il messaggio è chiaro: la mobilità smart non è più futuristica, ma è già una realtà. Combinando IA, dati e collaborazione, le città possono passare dalla gestione reattiva del traffico a modelli predittivi che anticipano i flussi e consentono spostamenti più sicuri ed efficienti.

Intelligenza artificiale etica: costruire la fiducia dei cittadini

L'adozione dell'IA nella gestione urbana apre opportunità per migliorare la sicurezza, ottimizzare i servizi e prendere decisioni più informate. Ma solleva anche questioni etiche che le città devono affrontare. Amministrazioni, organizzazioni specializzate e fornitori di tecnologie concordano sulla necessità di strutture chiare che garantiscano un utilizzo responsabile e trasparente in linea con i diritti dei cittadini, in particolare in aree sensibili come la videosorveglianza o l'analisi dei dati.

In Francia, organizzazioni come AN2V stanno aiutando i comuni a gestire questo processo. Il loro lavoro nella classificazione di oltre duecento casi d'uso evidenzia sia la complessità della definizione di criteri comuni che il valore di disporre di metodologie che consentano alle città di progredire con una maggiore sicurezza legale e sociale. L'esperienza dimostra che, al di là della tecnologia in sé, una governance solida è essenziale.

Altre città europee stanno seguendo percorsi simili. In Italia, Torino ha sviluppato specifiche strategie per la digitalizzazione e la gestione dei dati e ha creato un comitato etico per supervisionare l'introduzione di soluzioni basate sull'IA. In Finlandia, Tampere sostiene un continuo dialogo con i cittadini e strutture collaborative, come un hub di intelligenza artificiale che coinvolge aziende e università.

Queste iniziative riflettono un'idea comune: l'IA crea valore solo se è incorporata in modo comprensibile, partecipativo e compatibile con i principi che sostengono la vita urbana democratica.

Prospettive future: da "E se...?" alla realtà

Ripensando a questi tre giorni a Barcellona, un pensiero risuona con forza: molte delle idee che qualche anno fa erano solo scenari ipotetici sono ora progetti tangibili, che plasmano città reali. Abbiamo visto concetti passare da diapositive e prototipi a strade e piazze e migliorare così la sicurezza, la mobilità e la fiducia nella tecnologia.

Questo progresso mi ispira e mi motiva a immaginare continuamente possibili scenari, perché ogni situazione ipotetica apre la porta a nuove opportunità: se l'"E se...?" di ieri è diventato la realtà di oggi, come sarà il domani?

Qual è il tuo prossimo "E se...?"?

Perché il futuro delle città non si costruisce per caso: sarà plasmato da coloro che osano porre le domande giuste e trasformarle in azioni.

Noi di Axis crediamo che la tecnologia possa aiutare le città a prevedere le sfide e a creare ambienti più sicuri, sostenibili e inclusivi.

Il viaggio continua e il passo successivo inizia immaginando ciò che è possibile.

Scopri di più su Axis e le smart cities.
Enrica Marras
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Contatto stampa
Marketing Specialist, Axis Communications
Telefono: +39 02 8424 5762
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Andrea Sorri

Andrea Sorri crea e implementa le strategie più efficienti per le smart city, concentrandosi sulla sicurezza pubblica, sulla mobilità e sul monitoraggio ambientale. Lo fa da 25 anni in Axis, specialmente in segmenti di mercato chiave. Appassionato di innovazione e tecnologia ed entusiasta di affrontare le sfide poste dall'etica dell'IA.

Andrea Sorri